Growth hacking: non è marketing, ma è anche marketing

24 dicembre 2016 , In: Web marketing
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Growth hacking

Lacerba.io offre un minicorso gratuito online sul Growth hacking, tenuto da Raffaele Gaito e Luca Barboni.

Il corso dà spunti utili a chi si chiede…

  • Se ho un progetto web e non utenti iscritti/che mi seguono, come posso trovare i miei utenti (v. Air B&B)?
  • Quali sono i miei punti di forza e cosa posso regalare per acquisire nuovi utenti fidelizzati (v. Dropbox)?
  • Hotmal è un provider e-mail che serviva a due dipendenti programmatori che volevano passarsi posta elettronica senza essere intercettati dal capo. Fanno test per potenziare il servizio e renderlo scalabile. Lo fanno con un messaggio simpatico, una stringa di testo a fine testo (v. Hotmail)?

 

Differenze tra marketing e growth hacking

Il marketing si muove in aree già note. Col marketing conosciamo già il prodotto e gli utenti o i potenziali clienti.

Il growth hacking prende il budget e alloca pezzi di budget in piccoli esperimenti, per determinare qual’è il canale e determinare quali sono quegli ambiti in cui c’è più risposta. Lì andrà ad utilizzare il grosso del budget a disposizione.

 

Chi è il growth hacker?

Il growth hacker ha una formazione a T, che abbia una buona conoscenza in diverse aree (prodotto, marketing, programmazione), ma deve avere anche conoscenze trasversali come il copywriting, storytelling, A/B testing, analisi dei dati, seo, sem, e-mail marketing, interazione con le persone, empatia coi clienti…

Un team di crescita è simile ad un team di prodotto: solo che il team di crescita applica un approccio non convenzionale e quindi può arrivare a soluzioni differenti.

 

Cos’è il Funnel dei pirati?

È un framework utilizzato dalle startup, per decidere cosa fare nelle loro attività di marketing.
È “dei pirati” perché l’acronimo è AAARRR, tipica espressione piratesca.

  • Awarness
    L’utente scopre il prodotto.
  • Acquisition
    L’utente atterra sul sito web
  • Activation
    Lascia la mail o si iscrive
  • Revenue
    L’utente paga per il nostro servizio
  • Retention
    Paga e lo usa in modo costante
  • Referral
    L’utente è soddisfatto e invita amici.

Assegnare ad ogni step ad una metrica chiave, permette di monitorare ogni step.
E ricordare che gli step non devono seguire necessariamente in quest’ordine.

 

Il Growth hacking, la scienza dell’esperimento che funziona

Il growth hack si basa sullo sperimentare.
L’esperimento ha almeno queste tre caratteristiche:

  1. Scalabile.
    Fatto una volta, devi poterlo rifare.
  2. Ripetibile.
    Fatto una volta ed ha funzionato, devi farlo funzionare anche altre volte.
  3. Misurabile.
    Ci deve essere una metrica, misurabile.

 

Grazie a Lacerba, Raffaele e Luca.
Anche per lo strumento Similarweb, interessante, soprattutto su siti di una certa dimensione.

 

Per chi non avesse ancora investito 60 minuti per ascoltare l’intervento di Raffaele e Luca, invito a visitare il link del corso e ad entrare nell’aula virtuale gratuitamente per seguire questa introduzione sul Growth hacking.

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